Zigbee Suzi: la lunga portata Sub-GHz diventa finalmente realtà

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Ad aprile vi spiegavo perché Zigbee 4.0 poteva cambiare parecchie cose nella domotica. Tra le novità, una mi aveva colpito: Suzi, l’estensione Sub-GHz di Zigbee. L’idea si riassume in una frase: mantenere la rete mesh, i consumi ridotti e l’enorme catalogo Zigbee, con una portata molto maggiore e muri meno problematici. Restava un dettaglio non da poco: nessun prodotto poteva ancora essere certificato.

La situazione è cambiata il 2 settembre 2026. La Connectivity Standards Alliance (CSA) ha aperto il programma di certificazione Suzi e ora i produttori possono far convalidare le loro soluzioni Zigbee Sub-GHz e la loro interoperabilità. Sono già disponibili persino i primi stack software certificati. Non abbiamo ancora nulla da collegare a casa, ma ci stiamo avvicinando.

Un breve promemoria: cosa aveva già portato Zigbee 4.0

Zigbee 4.0 si spinge piuttosto lontano rispetto a Zigbee 3.0, che usiamo tutti i giorni con Home Assistant, Jeedom, eedomus o i gateway dei produttori. Tra le novità: nuove funzioni di sicurezza, una procedura di messa in servizio rivista, il «batch commissioning» per associare più dispositivi in una volta sola e Zigbee Direct, che usa il Bluetooth Low Energy per eseguire alcune operazioni da uno smartphone. Il tutto resta retrocompatibile con Zigbee 3.0.

Ma era Suzi a interessarmi di più.

Finora Zigbee operava sui 2,4 GHz. È comodo perché questa banda è utilizzabile ovunque, ma è anche quella del Wi-Fi, del Bluetooth e di una miriade di altri dispositivi. Suzi porta Zigbee sotto il gigahertz. La CSA parla di una banda intorno agli 800 MHz in Europa e ai 900 MHz in Nord America. Le implementazioni presentate finora puntano più precisamente sugli 868 MHz qui da noi e sui 915 MHz oltreoceano.

Zigbee si appropria quindi di uno degli argomenti storici di Z-Wave: una frequenza più bassa, che copre distanze maggiori e in genere attraversa meglio gli ostacoli.

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La certificazione Suzi è aperta

Detta così, sembra una questione amministrativa. In pratica, era il passaggio che mancava. Un produttore poteva già sviluppare soluzioni basate su Suzi, ma non poteva vendere un prodotto certificato secondo questo standard.

Dal 2 settembre può sottoporre i suoi prodotti alla CSA, che verifica l’interoperabilità tra marchi, i requisiti di sicurezza e il corretto funzionamento dei dispositivi. Non parliamo più soltanto di ciò che Zigbee potrà fare un giorno: i produttori possono iniziare a preparare prodotti veri e propri.

I primi componenti sono già certificati

Exegin Technologies è uno dei primi due fornitori di stack software al mondo ad aver ottenuto la certificazione Suzi. Non è una grande sorpresa: il suo dirigente, Leslie Mulder, è vicepresidente del gruppo di lavoro Zigbee Sub-GHz della CSA, quello che ha contribuito allo sviluppo di Suzi.

Lo ammetto, uno stack di rete certificato è meno entusiasmante di un nuovo sensore Aqara o di una chiavetta USB per Home Assistant. Ma senza questo componente invisibile, non ci saranno né sensori né chiavette.

Un dettaglio interessante: Exegin annuncia un software indipendente dal silicio. Un produttore potrebbe quindi abbinarlo a diversi processori e radio Sub-GHz, senza vincolarsi a un’unica famiglia di chip.

Perché il Sub-GHz ha una portata maggiore

Pensate a un sensore in fondo al giardino, a un rilevatore sul cancello, a una sonda nel capanno oppure a un modulo nel locale tecnico della piscina o in una dependance. Con Zigbee a 2,4 GHz, le cose si complicano in fretta. Alla fine si piazza una presa smart a metà strada solo per usarla come router.

È proprio questo che Suzi vuole evitare. Sotto il gigahertz, le onde attraversano meglio muri e strutture e arrivano più lontano. La CSA annuncia anche meno problemi di interferenze quando molti dispositivi condividono le frequenze.

Alcune tecnologie a lungo raggio funzionano soprattutto con una topologia a stella. Suzi, invece, mantiene la rete mesh di Zigbee. Un dispositivo alimentato in modo permanente inoltra i messaggi e la rete trova un altro percorso quando un nodo scompare o una connessione si deteriora. Si sfrutta la radio Sub-GHz senza perdere ciò che rende Zigbee così efficace.

Suzi non sostituirà il vostro Zigbee attuale

Suzi non è qui per mandare in pensione Zigbee a 2,4 GHz: le due tecnologie coesisteranno. La CSA prevede diverse architetture: una rete interamente Sub-GHz, un coordinatore dual-band oppure una rete mista con gateway tra Zigbee a 2,4 GHz e Suzi.

In concreto, possiamo immaginare un hub domotico con entrambe le radio. Lampadine, prese e sensori di casa restano sulla banda a 2,4 GHz. Il sensore del cancello, la sonda esterna o il dispositivo della dependance usano Suzi. Il controller collega le due reti.

Meno male, perché nessuno ha voglia di buttare via le decine di dispositivi Zigbee che ha già in casa.

La vostra chiavetta attuale non passerà a Suzi

Attenzione a non confondere la compatibilità del protocollo con quella radio. Lo dicevo già ad aprile: nessun aggiornamento software trasformerà una radio a 2,4 GHz in una radio a 868 MHz. Il vostro coordinatore potrà ricevere un firmware Zigbee 4.0, ma non comunicherà tramite Sub-GHz se la radio non è presente sulla scheda.

Per Home Assistant, Zigbee2MQTT o ZHA, Suzi arriverà quindi molto probabilmente con una nuova generazione di coordinatori o di gateway dual-band. Non c’è bisogno di affrettarsi, visto che l’offerta per il grande pubblico ancora non esiste. Una certificazione aperta non significa che domani mattina ci saranno prodotti disponibili su Amazon.

Una portata enorme? Attenzione ai numeri

Immagino già gli argomenti di marketing. La CSA parla di portata elevata, di una migliore penetrazione dei muri e di reti che richiederebbero meno ripetitori. Punta a grandi edifici, campus, installazioni esterne, industria, smart city e grandi proprietà.

È però troppo presto per promettere diverse centinaia di metri con qualsiasi prodotto. La portata effettiva dipenderà dalla potenza consentita, dall’antenna e dalla velocità di trasmissione scelta. Dipenderà anche dai muri, dagli altri dispositivi radio nelle vicinanze e dalle normative locali. Un piccolo sensore che deve durare anni con una batteria a bottone non avrà la stessa radio di un dispositivo da esterno collegato alla rete elettrica.

Quello che conta per me è che Zigbee dispone ora di un’architettura standard per sfruttare il Sub-GHz, con rete mesh e interoperabilità tra marchi. Mi interessa molto più di un dato sulla portata stampato su una scatola.

Un concorrente più temibile per Z-Wave?

Il confronto è inevitabile. Il Sub-GHz era uno dei grandi punti di forza di Z-Wave rispetto a Zigbee. In Europa, Z-Wave usa la banda degli 868 MHz, lontana dall’affollamento dei 2,4 GHz, e si propaga bene all’interno degli edifici. Suzi arriva proprio su questo terreno.

Solo che Zigbee ha alle spalle un catalogo enorme: illuminazione, prese, sonde di temperatura, rilevatori di presenza, termostati, serrature, moduli da incasso… Se i produttori lo seguiranno, Zigbee potrebbe unire questo catalogo a parte dei vantaggi radio che distinguevano Z-Wave.

È tutto legato a quel «se». Uno standard ben progettato serve a poco senza prodotti.

E Matter?

Matter e Zigbee non operano sullo stesso piano. Matter definisce soprattutto il modo in cui i dispositivi comunicano e rendono disponibili le proprie funzioni. Zigbee fornisce una tecnologia di rete completa, progettata per i dispositivi a basso consumo. Suzi non è quindi una risposta di Zigbee a Matter.

Oggi la CSA dispone di diverse tecnologie, ciascuna pensata per un determinato uso. Thread è adatto a molti dispositivi Matter a basso consumo, mentre il Wi-Fi è indicato per quelli che richiedono una maggiore velocità di trasmissione. Zigbee, e ora Suzi, sono pensati per reti mesh piene di piccoli dispositivi. Secondo me, la casa connessa del futuro si baserà meno su un unico protocollo e più su gateway in grado di far funzionare insieme diverse reti.

In casa, Suzi potrebbe risolvere problemi concreti

È qui che vedo il maggiore vantaggio. A casa mia, tra la casa, il giardino, la piscina e le apparecchiature esterne, la portata radio è un problema concreto. Poter installare un sensore o un attuatore lontano da casa senza dover creare una catena di router Zigbee? Ci sto subito.

Lo stesso vale per un cancello a decine di metri, una cassetta della posta connessa, una serra, un laboratorio o un garage separato. La CSA cita proprio gli spazi esterni e le grandi proprietà tra gli usi previsti. Negli uffici e nell’industria, il vantaggio è ancora più evidente: edifici su più piani, muri di cemento o acciaio, grandi superfici da coprire.

Dato che la rete resta mesh e a basso consumo, i sensori a batteria mantengono ciò che ha decretato il successo di Zigbee.

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Allora, quando potremo usarlo con Home Assistant?

Non subito. La certificazione e i primi stack certificati dimostrano che l’ecosistema sta prendendo forma. Manca ancora tutto ciò che ci riguarda direttamente: coordinatori, gateway dual-band, sensori e attuatori. E servirà anche il supporto da parte dei software domotici.

Terrò d’occhio Zigbee2MQTT e ZHA quando usciranno i primi coordinatori Suzi per il grande pubblico. Solo allora potremo valutare cosa cambia in un’installazione Home Assistant.

Nel frattempo, non c’è motivo di modificare un’installazione Zigbee 3.0 che funziona. Zigbee 4.0 è stato progettato proprio per una transizione graduale. Se però nei prossimi anni pensate di attrezzare una grande proprietà, una dependance o dispositivi lontani, segnatevi questo nome: Suzi.

Ad aprile concludevo dicendo che tutto si sarebbe giocato con i primi prodotti e i coordinatori compatibili. Cinque mesi dopo, abbiamo la certificazione e i primi componenti software. Resta la parte più divertente: i dispositivi da installare a casa. Probabilmente entro la fine dell’anno, anzi, all’inizio del 2027. Ne avremo senza dubbio un’anteprima al CES, dove terrò d’occhio la situazione ;-)

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