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Matter si muove rapidamente e questa volta riguarda direttamente gli utenti di Home Assistant. matter.js, la libreria che da qualche mese fa funzionare il nuovo Matter Server di Home Assistant, ora supporta le novità di Matter 1.6.1.
Il numero di versione non sembra granché, eppure c’è parecchio: comunicazioni di gruppo con Groupcast, una gestione migliore dei dispositivi a batteria, controlli aggiuntivi per gli aggiornamenti OTA e alcuni miglioramenti per i sensori.
La cosa più importante è un’altra. Sostituendo il suo vecchio Matter Server, basato sull’SDK C++, con matter.js, Home Assistant si è messo nelle condizioni di seguire lo standard molto più rapidamente. E i primi risultati si vedono.
Home Assistant ha cambiato motore Matter
Home Assistant gestisce Matter fin dagli esordi dello standard. Fino a poco tempo fa, il suo Matter Server era scritto in Python e si basava sull’SDK ufficiale in C++. Funzionava, ma con alcuni vincoli.
A giugno 2026, la Open Home Foundation ha rilasciato Matter Server 9.0, completamente riscritto su matter.js. matter.js è un’implementazione open source di Matter in TypeScript, oggi gestita dalla fondazione. E Home Assistant non è l’unico a utilizzarla: anche Homebridge e openHAB se ne servono.
Dal punto di vista dell’utente, la migrazione avviene quasi da sola. Matter Server 9.0 sostituisce il vecchio server e recupera i dati al primo avvio. Home Assistant consiglia comunque di eseguire prima un backup.
I miglioramenti si sono visti subito: riavvii molto più rapidi, riconnessione ottimizzata dei dispositivi, comportamento migliore sulle reti Thread congestionate e interrogazione parziale dei dispositivi, invece di rileggere tutto ogni volta.
Ma soprattutto, questa nuova base rende molto più semplice adottare le versioni successive di Matter.
Matter 1.6 era già arrivato
Matter 1.6.1 non parte da zero: il Matter Server di Home Assistant era già passato a Matter 1.6.0, in particolare con la versione 9.1.
Questa versione aggiungeva la sincronizzazione dell’ora con i dispositivi compatibili e il supporto sperimentale al risparmio energetico degli ICD (Intermittently Connected Devices).
Questi ICD saranno molto importanti per il futuro. Una lampadina collegata alla rete elettrica può rimanere sempre connessa senza preoccuparsi dei consumi. Un sensore di apertura, un pulsante o un telecomando che deve durare diversi anni con una pila a bottone, invece, no. Deve rimanere inattivo per la maggior parte del tempo, svegliarsi quando ha qualcosa da comunicare, trasmettere rapidamente e tornare a dormire.
matter.js ora gestisce questi dispositivi nel dettaglio, sia lato server sia lato controller: registrazione dei client ICD, gestione delle riattivazioni e monitoraggio della loro disponibilità.
Nella domotica, questo fa una grande differenza. Molti dei sensori che installiamo in casa devono durare anni senza che si debbano cambiare le pile ogni quattro e quattr’otto.
Con Matter 1.6.1 arriva Groupcast
Tra le novità di Matter 1.6.1 integrate in matter.js, quella che mi interessa di più è Groupcast.
Di solito, un controller comunica separatamente con ciascun dispositivo. Per spegnere dieci lampadine, invia un comando a ognuna.
Groupcast aggiunge sessioni multicast di gruppo: un solo comando può essere indirizzato a tutti i dispositivi dello stesso gruppo. matter.js ora attiva il cluster Groupcast e tutto ciò che serve per gestirlo.
Immaginate un gruppo Matter con tutte le lampadine del soggiorno. Il comando «Spegni il soggiorno» viene inviato al gruppo, non a ciascuna lampadina una dopo l’altra.
Con tre dispositivi non noterete la differenza. Con diverse decine di dispositivi Matter in casa, sì.
Chi conosce Zigbee riconoscerà il principio dei gruppi: è la rete a farsi carico di una parte del lavoro, invece di lasciare tutto al controller.
Attenzione, però: il fatto che matter.js sia in grado di farlo non significa che da domani potrete creare i vostri gruppi dall’interfaccia di Home Assistant. Il Matter Server, e poi Home Assistant, devono ancora sfruttare queste funzioni. Ma le fondamenta sono state gettate.
Una gestione migliore dei dispositivi a batteria
L’altro grande ambito di lavoro riguarda quindi gli ICD.
matter.js supporta il cluster IcdManagement lato server: registrazione e rimozione dei client, richieste StayActiveRequest, modalità SIT e LIT e i meccanismi che permettono a un dispositivo inattivo di segnalare la propria riattivazione.
Lato controller, la registrazione può essere automatizzata e matter.js monitora lo stato dei dispositivi che trascorrono la maggior parte del tempo inattivi.
Detta così, sembra molto tecnico.
In pratica, pensate a un sensore di apertura Matter over Thread alimentato a batteria. Se rimane inattivo per diversi minuti per risparmiare energia, il controller non deve considerarlo disconnesso. Deve sapere come funziona e quando dovrebbe farsi sentire.
L’utente non si accorge mai di questi dettagli. Eppure, è proprio questo che fa la differenza tra una tecnologia piacevole da usare e un sensore che risulta «non disponibile» tre volte al giorno.
Anche gli aggiornamenti OTA fanno progressi
matter.js ora è in grado di recuperare dal Distributed Compliance Ledger (DCL) di Matter le informazioni di conformità associate a una versione software. Queste possono essere utilizzate durante la verifica degli aggiornamenti OTA.
Il DCL è piuttosto poco conosciuto. È un registro distribuito gestito dalla Connectivity Standards Alliance, che pubblica informazioni sui dispositivi certificati, compresi metadati utili alla distribuzione dei firmware.
Home Assistant crea già un’entità di aggiornamento per i dispositivi Matter compatibili con gli aggiornamenti OTA e interroga il DCL ogni dodici ore per impostazione predefinita. Non tutti i produttori hanno ancora aderito, ma Home Assistant cita Eve e Nanoleaf tra quelli che utilizzano questo meccanismo.
L’obiettivo, in futuro, è mantenere aggiornati i dispositivi Matter dal proprio controller domotico, senza installare l’app del produttore solo per aggiornare il firmware di un sensore o di una presa.
Ci sono ancora dei limiti. Home Assistant segnala, per esempio, che al momento gli aggiornamenti OTA creano problemi ai dispositivi Thread quando la rete passa attraverso Border Router Apple: alcuni pacchetti mDNS, necessari per trovare il fornitore dell’aggiornamento, non vengono inoltrati.
Insomma, si fanno progressi, ma non è ancora magia!
Matter 1.6 semplifica l’installazione dei dispositivi
Vale anche la pena inquadrare Matter 1.6.1 nel contesto delle novità introdotte da Matter 1.6, pubblicato dalla Connectivity Standards Alliance.
Questa volta, la CSA non ha cercato di aggiungere a raffica nuove categorie di prodotti. Si è concentrata sull’installazione, sulla convivenza tra ecosistemi e sulla comunicazione tra dispositivi.
La novità che mi ha sorpreso di più è il commissioning NFC bidirezionale. Con Matter 1.4.1 era già possibile trasmettere via NFC le informazioni di installazione, ma il resto avveniva comunque tramite Bluetooth LE. Con Matter 1.6, l’intero processo di commissioning può avvenire via NFC.
In teoria, quindi, è possibile configurare un interruttore a parete Matter prima ancora di alimentarlo, semplicemente avvicinandogli lo smartphone.
Per un privato, è comodo. Per un elettricista che prepara diverse decine di dispositivi prima di installarli in un’abitazione, il risparmio di tempo diventa significativo.
Joint Fabric per le case con più ecosistemi
Matter 1.6 introduce anche Joint Fabric, pensato per gli impianti in cui convivono più sistemi domotici.
Un dispositivo Matter può già appartenere a più Fabric, cioè a più reti logiche Matter. È questo che permette di condividerlo tra diversi ecosistemi.
Joint Fabric affronta il problema in modo diverso: più controller autorizzati amministrano un unico Fabric condiviso e i dispositivi aggiunti diventano accessibili a tutti i controller partecipanti.
Se ne coglie subito l’utilità in una casa che usa Home Assistant, ma in cui una parte della famiglia continua a usare Apple Home o Google Home.
È ancora più evidente negli edifici commerciali, nelle case in affitto o nelle nuove abitazioni, dove talvolta più persone devono amministrare un impianto per un certo periodo.
Dispositivi più precisi nel comunicare il proprio stato
Matter 1.6 introduce anche miglioramenti meno spettacolari sulla carta, ma che potrebbero rivelarsi utili in Home Assistant.
I dispositivi descrivono con maggiore precisione le proprie capacità e i propri limiti operativi. I sensori di sicurezza possono trasmettere la cronologia di alcuni eventi. I rilevatori di fumo e monossido di carbonio possono persino segnalare quando vengono rimossi dalla loro posizione.
Sono informazioni che si possono sfruttare nelle automazioni. Un rilevatore di fumo staccato dal supporto può attivare una notifica. La cronologia di un sensore di sicurezza può essere visualizzata nel pannello di controllo. E se Home Assistant conosce meglio le capacità di un dispositivo, può adattare le funzioni che mette a disposizione.
Naturalmente, i produttori devono prima implementare tutto questo e poi Home Assistant deve renderlo disponibile. Una nuova versione delle specifiche non aggiorna magicamente i milioni di dispositivi già installati.
Una mappa della rete Matter in Home Assistant
Il nuovo server matter.js ha portato anche una funzione molto pratica: la mappa della rete Matter.
Home Assistant mostra i dispositivi Matter e il modo in cui si collegano al controller. Su Thread si distinguono i router, i dispositivi terminali e quelli inattivi, nonché i passaggi attraversati dalle comunicazioni. È visibile anche la qualità dei collegamenti. Per il Wi-Fi, Home Assistant indica il punto di accesso utilizzato e la qualità della connessione.
È preziosa quando una rete Thread fa i capricci.
Secondo la documentazione attuale di Home Assistant, è necessario Matter Server 9.2.0 o successivo. La mappa si trova in Impostazioni > Connettività > Matter > Visualizza mappa.
Siamo ben lontani dalla scatola nera delle prime versioni dell’integrazione!
Matter 1.6.1 non significa che domani tutto questo sarà in Home Assistant
Facciamo comunque una precisazione.
La Connectivity Standards Alliance pubblica ufficialmente le specifiche Matter 1.6.1 e matter.js integra già diversi cambiamenti di questa versione. Ma tra una funzione descritta nello standard e il pulsante che troverete in Home Assistant ci sono diversi passaggi. La funzione deve essere definita da Matter, implementata in matter.js, utilizzata dal Matter Server, resa disponibile dall’integrazione di Home Assistant e, naturalmente, supportata dal dispositivo stesso.
Il repository ufficiale del Matter Server indica ancora il supporto a Matter 1.6.0.
Dire che Home Assistant «supporta completamente Matter 1.6.1» sarebbe quindi prematuro. Tuttavia, i componenti necessari sono già in matter.js ed è questo, secondo me, l’aspetto da ricordare.
matter.js, una delle scelte migliori di Home Assistant?
Per molto tempo Matter è sembrato avanzare più rapidamente sulla carta che nelle nostre case. Ogni nuova specifica prometteva grandi cose, poi bisognava aspettare che produttori, controller ed ecosistemi si adeguassero.
Il passaggio a matter.js cambia un po’ le cose. Ora la Open Home Foundation controlla un componente centrale del suo stack Matter. E dato che matter.js è un progetto open source gestito dalla fondazione stessa, le novità dello standard arrivano al Matter Server molto più rapidamente.
Non è più un tema di nicchia: all’annuncio del nuovo server, a giugno 2026, Home Assistant indicava che Matter era utilizzato nel 38% delle installazioni, diventando così la dodicesima integrazione più utilizzata.
È improbabile che domani mattina Matter 1.6.1 faccia comparire dieci nuovi pulsanti nel vostro pannello di controllo. Ma tra Groupcast, la gestione più precisa dei dispositivi inattivi, i progressi degli aggiornamenti OTA e tutte le novità di Matter 1.6, le fondamenta stanno diventando solide.
E Home Assistant sembra finalmente in grado di tenere il passo con le prossime versioni di Matter, senza restare indietro di diversi passaggi.
Per chi, come me, ha vissuto in prima persona i problemi iniziali di Matter e Thread, questa potrebbe essere la notizia migliore di tutte!




