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Spegnere la luce quando si esce da una stanza è un buon riflesso. Sapere esattamente dove va ogni kilowattora e lasciare che la casa gestisca automaticamente alcuni usi può fare la differenza.
La domotica ha fatto molta strada in questo campo. Nel 2026, non si limita più ad accendere una lampada da uno smartphone o a chiudere le persiane da remoto: misura il consumo dell’abitazione, identifica gli apparecchi energivori, adatta il riscaldamento alla presenza di ciascuno, e sceglie il momento migliore per ricaricare un’auto o una batteria.
Sei dispositivi consentono di arrivarci concretamente.
1. Il termostato connesso per riscaldare solo quando è necessario
Il riscaldamento rimane uno dei primi elementi da monitorare. Il termostato connesso non è una novità, è quasi diventato un classico, ma le sue possibilità sono molto evolute. E il suo valore non è solo teorico: il ministero della Transizione ecologica ricorda che un termostato programmabile consente di ridurre il consumo adattando automaticamente la temperatura agli orari e all’occupazione dell’abitazione.
Una semplice programmazione oraria evita già di riscaldare una stanza vuota a una temperatura confortevole. Aggiungi la rilevazione di presenza, la geolocalizzazione degli occupanti o la considerazione delle condizioni meteorologiche, e il sistema inizia a ragionare da solo.

La domotica va ancora oltre: uno scenario può passare automaticamente il riscaldamento in modalità economica non appena l’ultima persona lascia la casa, per poi aumentare la temperatura prima del suo ritorno.
Una volta ben configurato, il sistema funziona senza che ci si debba pensare. È esattamente ciò che chiediamo a una buona installazione domotica: che si faccia dimenticare.
2. Il contatore di energia connesso per sapere dove va l’elettricità
Difficile ridurre il consumo quando non si sa cosa si consuma. Un po’ come voler ridurre le spese senza mai guardare il proprio estratto conto bancario.
Moduli di misurazione installati nel quadro elettrico seguono oggi la potenza richiesta da tutta l’abitazione, anche circuito per circuito. I contatori di energia connessi possono così monitorare separatamente il riscaldamento, il boiler, la ricarica di un’auto elettrica o una pompa per la piscina.

Questi dati assumono un’altra dimensione una volta caricati in una soluzione domotica come Home Assistant o Jeedom: si possono costruire storici, identificare i picchi di consumo e attivare automaticamente alcune azioni. Una casa, ad esempio, può staccare un apparecchio non prioritario quando la potenza richiesta diventa troppo elevata.
Ridurre il numero di kilowattore consumati rimane prioritario, ma scegliere quando consumarli conta anche. Confrontare le offerte di elettricità e le loro fasce tariffarie può dunque completare il lavoro della domotica: un boiler, una lavatrice, un’auto elettrica o una batteria funzionano o si ricaricano nei periodi più appropriati.
3. Le prese connesse per tracciare i consumi apparecchio per apparecchio
La presa connessa è probabilmente l’accessorio domotico più semplice da installare. Con una misura di potenza integrata, diventa anche un piccolo strumento formidabile per tracciare i watt superflui.
Collegata a un congelatore, a un computer, a un sistema TV o a un elettrodomestico, fornisce il suo consumo preciso, ora per ora, giorno dopo giorno.
E le sorprese non mancano: un apparecchio che sembra innocuo può costare diverse decine di euro di elettricità all’anno. È grazie a questo tipo di presa che ho scoperto che la mia TV connessa non è mai davvero spenta e consuma 10w quando la si spegne!

La presa connessa serve anche per automatizzare alcuni usi. Un angolo multimediale (televisore, console, accessori) può essere completamente scollegato durante una lunga assenza. Al contrario, la sua misura di potenza può servire come attivatore domotico: quando il consumo della lavatrice scende sotto alcuni watt per diversi minuti, Home Assistant può inviare una notifica per segnalare che il bucato è terminato.
Si risparmia energia mentre si guadagna un po’ di comfort. Non male, per un accessorio che si installa in pochi secondi.
4. Le testine termostatiche connesse per riscaldare ogni stanza in modo differente
Un termostato centrale migliora già la gestione del riscaldamento. Ma perché mantenere tutte le stanze alla stessa temperatura?
Una camera da letto, uno studio e un bagno non hanno né gli stessi orari di utilizzo né gli stessi bisogni. Le testine termostatiche connesse gestiscono proprio la temperatura radiatore per radiatore.
Il bagno può ad esempio essere riscaldato di più tra le 6:30 e le 8:00, per poi scendere nel resto della giornata. Un ufficio in telelavoro può seguire un programma completamente diverso, mentre le camere rimangono più fresche.
Associate a sensori di apertura, spengono anche automaticamente il riscaldamento quando una finestra rimane aperta.
È il genere di automazione che ci si dimentica presto, fino al giorno in cui si deve tornare a un riscaldamento completamente manuale.
5. La colonnina intelligente per ricaricare l’auto al momento migliore
Con un’auto elettrica, la ricarica può rapidamente diventare uno dei costi di consumo più elevati dell’abitazione. Una batteria di auto corrisponde a diverse decine di kilowattore: il momento scelto per caricarla non è banale.
Una colonnina intelligente può ritardare automaticamente la ricarica fino alle ore non di punta, o adattare la sua potenza al consumo istantaneo della casa.
Il vantaggio cresce ulteriormente con i pannelli fotovoltaici. Piuttosto che immettere il surplus di produzione nella rete, la colonnina aumenta progressivamente la potenza inviata all’auto quando il sole produce sufficiente energia.
Uno scenario domotico può persino arbitrare tra diverse vincoli contemporaneamente: auto da caricare all’80% entro le 7:00, produzione solare disponibile, consumo attuale dell’abitazione, potenza massima dell’abbonamento.
Non siamo più nel semplice ON/OFF. Il consumo diventa pilotabile.
6. La batteria domestica intelligente per immagazzinare l’energia al momento giusto
È probabilmente il dispositivo che illustra meglio come sta evolvendo la gestione dell’energia in casa.
Con l’inarrestabile crescita del fotovoltaico, le batterie domestiche e i sistemi di accumulo per impianti solari da balcone stanno proliferando, come abbiamo visto in numerosi test. La loro missione di base è semplice: immagazzinare l’elettricità prodotta durante il giorno per restituirla una volta calato il sole.

Ma i sistemi più evoluti vanno oltre. Grazie a un sistema di gestione dell’energia, spesso chiamato HEMS (Home Energy Management System), la batteria adatta il suo comportamento alla produzione fotovoltaica, al consumo dell’abitazione e a ciò che è previsto nelle ore successive.
Prendiamo una giornata ben soleggiata. La casa consuma 400 W, i pannelli producono 1.800 W. Una parte dell’eccedenza carica la batteria. Arrivata la sera, questa energia viene utilizzata per alimentare la casa, invece di attingere immediatamente elettricità dalla rete.
Aggiungi un’auto elettrica, un boiler e alcuni apparecchi programmabili all’equazione, e le combinazioni possibili diventano rapidamente interessanti.
L’obiettivo: far collaborare tutti questi dispositivi insieme
Acquistare sei apparecchi connessi e installare sei applicazioni sul proprio smartphone non è sufficiente per rendere la propria abitazione una casa intelligente. L’interesse emerge quando i dispositivi iniziano a comunicare tra loro.
Una piattaforma domotica può ricevere i dati dal contatore di energia, conoscere la temperatura delle stanze, rilevare la presenza degli occupanti e monitorare la produzione fotovoltaica. Ciò consente di prendere decisioni vere, non solo di visualizzare numeri.
Un surplus solare compare: la batteria si carica. È piena: l’auto recupera l’eccedenza. La potenza consumata sale troppo: la ricarica rallenta. Tutti partono: il riscaldamento passa in modalità economica.
È qui che si gioca l’evoluzione della domotica energetica nel 2026: accumulare meno oggetti connessi, farli collaborare di più.
Il miglior kilowattore rimane quello che non si consuma. E quando il consumo è veramente necessario, tanto vale posizionarlo al momento giusto.




