EcoFlow ha approfittato del CES 2026 per promuovere un tema che riguarda tutti, privati e professionisti: fermare i “silos” tra produzione solare, batterie, circuiti della casa e dispositivi connessi. Il marchio ha così annunciato una partnership con Homey (ora nel gruppo LG) per rafforzare l’interoperabilità del suo Sistema di Gestione Energetica per Smart Home con la piattaforma Homey, tramite il Homey Energy Dongle. In parallelo, EcoFlow ha anche svelato un’alleanza “Ecosystem” comprendente più di 15 marchi, con l’obiettivo dichiarato di rendere la gestione energetica più aperta e più semplice da integrare in una casa connessa.

Partnership EcoFlow x Homey by LG: cosa cambia concretamente
Il cuore dell’annuncio è questa integrazione tra il sistema di gestione dell’energia di EcoFlow e Homey, basandosi sul Homey Energy Dongle. L’idea è di offrire un punto di controllo unificato per monitorare, automatizzare e coordinare il consumo energetico e il funzionamento dei dispositivi, senza aggiungere hardware o servizi terzi aggiuntivi. In altre parole: meno strati, meno deviazioni, più coerenza.
EcoFlow ricorda nel frattempo cosa intende per “Smart Home Energy System”: una piattaforma che unifica la produzione solare, le batterie domestiche, i circuiti elettrici della casa e i dispositivi connessi in un unico “hub” di controllo. Qui si trova la gestione da remoto, il monitoraggio dei flussi energetici in tempo reale, l’integrazione multi-marca e funzioni orientate all’uso come gli avvisi di carica in preparazione di maltempo, l’ottimizzazione in base alle tariffe (Time-of-Use) e piani di risparmio energetico personalizzabili.
Dal lato di Homey, l’interesse è evidente per chi conosce già l’approccio “piattaforma aperta”: Homey rivendica integrazioni con oltre mille marchi, automazioni tramite Homey Flow e un livello “Homey Energy” dedicato alla leggibilità del consumo. L’annuncio insiste anche sulle API aperte di Homey e sul ruolo del Homey Energy Dongle per la misurazione in tempo reale e l’integrazione di apparecchiature energetiche aggiuntive.
Scenari “casa intera” che diventano finalmente naturali
Ciò che rende interessante l’annuncio è che si parla in scenari, non solo in “compatibilità”. EcoFlow e Homey citano casi d’uso molto concreti.
Ad esempio, è possibile automatizzare l’avvio di dispositivi ad alto consumo quando la produzione solare è al livello migliore. Nella vita reale, ciò può significare: attivare un ciclo di lavaggio, avviare un scaldabagno, o programmare una ricarica, solo quando il solare “fornisce” e la batteria è sufficientemente carica.
Altro punto chiave: la priorizzazione dei dispositivi essenziali durante un’interruzione. Tipicamente, vogliamo che il frigorifero, il modem di internet, alcune prese vitali, o persino un circuito di riscaldamento, rimangano alimentati senza dover fare 15 domande, mentre il resto passa in modalità “pausa” o scarico.
Infine, l’annuncio mette in evidenza l’aggiustamento del consumo in base al prezzo dell’elettricità, allo stato di carica della batteria e alla produzione solare. È esattamente il tipo di logica che, una volta a posto, lavora “dietro le quinte” e migliora il comfort… evitando sorprese sgradevoli sulla bolletta.
L’Ecosystem Alliance: l’altra annuncio che pesa tanto
EcoFlow non si ferma a Homey. Il marchio annuncia anche l’Ecosystem Alliance, un’iniziativa che riunisce oltre 15 marchi di “smart home” e elettrodomestici, con una promessa: avanzare verso maggiore apertura e interoperabilità su tutto ciò che riguarda l’energia domestica.
Nel visual dell’annuncio, si intravedono già diversi nomi noti per la casa connessa, come Shelly, Bosch, Google Nest, go-e e Homey, il che dà un’idea abbastanza chiara del terreno mirato: dal controllo dei carichi all’integrazione di attrezzature elettriche, passando per mattoncini domotici per il grande pubblico.

EcoFlow precisa che questa alleanza si inserisce in una roadmap 2026, e che si basa su partnership già annunciate, inclusa una collaborazione BSH Home Connect svelata all’IFA 2025, così come integrazioni con marchi come Shelly e go-e. L’obiettivo dichiarato è di spingere integrazioni “in entrambe le direzioni” tramite API condivise e interfacce standardizzate, e di sviluppare tutto ciò a livello mondiale a partire dal 2026, con le prime dimostrazioni presentate durante il CES.
Un CES anche all’insegna dei premi e del “volume”
EcoFlow è arrivata anche al CES 2026 con una bella vetrina di riconoscimenti, incluso un CES Innovation Award 2026 vinto dalla soluzione DELTA Pro Ultra X, nella categoria Sostenibilità & Transizione Energetica. Il produttore ricorda una posizione di n. 1 mondiale nelle vendite nel segmento “Smart Home Energy Storage Solutions” secondo un rapporto Frost & Sullivan (basato sulle vendite 2024, studio concluso a dicembre 2025).

DELTA Pro Ultra X è una soluzione “whole-home” in grado di integrare tetto solare (o pannelli solari fai-da-te), generatore e rete, tutto in un unico sistema di batterie per la protezione contro le interruzioni, la diminuzione della bolletta e la valorizzazione del solare. Si parla anche di un’installazione annunciata “in sette giorni”, di un monitoraggio energetico in tempo reale, di raccomandazioni d’uso personalizzate e di una scalabilità per adattarsi alle esigenze della famiglia.

Cosa ricordare
EcoFlow non presenta “un prodotto in più”, ma una strategia: rendere la gestione energetica domestica più gestibile, più automatizzabile e meno dipendente da soluzioni chiuse. Il duo con Homey by LG punta chiaramente alle famiglie che vogliono unificare misurazioni, automazioni e decisioni (solare, batteria, tariffe), mentre l’Ecosystem Alliance cerca di estendere la compatibilità multi-marca su larga scala a partire dal 2026.




